Il Castello Aragonese di Ortona, a picco sull'Adriatico
Il Castello Aragonese di Ortona, a picco sull'Adriatico. Foto: Pietro · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ortona sta circa mezz'ora d'auto a nord di Fossacesia, risalendo la costa. È la città più grande di questo tratto di Adriatico e anche la più stratificata: un castello aragonese piantato sul mare, il porto principale d'Abruzzo, una basilica che custodisce le reliquie di un apostolo e le tracce ancora leggibili di una delle battaglie più dure della campagna d'Italia. Si gira bene in mezza giornata, meglio in una intera.

Il Castello Aragonese, sospeso sul mare

La fortezza che si vede oggi venne costruita tra il 1450 e il 1470 sopra strutture difensive medievali più antiche. Le mura precedenti sono attribuite al condottiero Giacomo Caldora, che voleva proteggere Ortona proprio dagli Aragonesi: alla fine gli Aragonesi la città la presero, e fu Alfonso d'Aragona a volere il nuovo edificio. La pianta è trapezoidale, con tre torri cilindriche agli angoli, in uno stile rinascimentale sobrio più che scenografico.

Il compito del castello era sorvegliare il porto, allora il centro dell'economia cittadina. La funzione difensiva resse fino al Seicento; poi lo spostamento del porto verso sud tolse alla fortezza la sua ragione d'essere e nel Settecento si arrivò all'abbandono completo. Il recupero è arrivato tardi: i lavori di restauro e valorizzazione della Soprintendenza sono partiti dal 2001, e da allora il castello è una delle prime cose che si vanno a vedere. La parte migliore non è dentro, è il punto in cui ci si affaccia, con la scogliera sotto e la costa che si allunga verso sud. Ne parliamo anche nella scheda dedicata.

Il porto: commercio, pesca e Tremiti

Il porto di Ortona è il principale d'Abruzzo. Ha una funzione soprattutto commerciale e peschereccia, si sviluppa su cinque moli ed è collegato alla ferrovia per il traffico merci; l'approdo turistico sta sul lato opposto rispetto a quello commerciale. Da qui partono anche i collegamenti per le Isole Tremiti, stagionali: se l'idea vi interessa conviene verificare per tempo sui canali ufficiali, perché il calendario cambia di anno in anno. Passare dalla zona del porto verso sera, quando rientrano i pescherecci, dà un'idea di cosa sia ancora oggi il mare qui: un lavoro, non solo uno sfondo.

Il Moro River Canadian War Cemetery, alle porte di Ortona
Il Moro River Canadian War Cemetery, alle porte di Ortona. Foto: Ra Boe · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Dicembre 1943: la battaglia e il cimitero canadese

Ortona si trovava sulla Linea Gustav. Tra il 20 e il 28 dicembre 1943 fu teatro di uno scontro casa per casa passato alla storia come la Stalingrado d'Italia, in cui morirono oltre duemila uomini. La 1ª Divisione canadese aveva attraversato il fiume Moro il 6 dicembre contro una resistenza durissima ed entrò in città il 28, dopo una settimana di combattimenti.

Di quei giorni resta il Moro River Canadian War Cemetery, in contrada San Donato, su una collina vicina al mare. Lo realizzò la Commonwealth War Graves Commission nel 1944 e raccoglie 1.615 sepolture di guerra del Commonwealth, in maggioranza canadesi, di soldati caduti nel dicembre 1943 fra l'attraversamento del Moro e la battaglia in città. È un posto silenzioso e tenuto con cura: file di lapidi bianche, il prato, il mare in fondo. Vale la sosta anche se la storia militare non vi appassiona, e i bambini di solito fanno domande interessanti.

La basilica di San Tommaso Apostolo

Dal 6 settembre 1258 la cattedrale di Ortona custodisce le ossa dell'apostolo Tommaso, portate dall'isola greca di Chio su una galea dal comandante ortonese Leone. Le reliquie stanno nella cripta sotto l'altare maggiore, in una cassa di rame dorato; il cranio è racchiuso in un busto d'argento ed esposto solo in occasioni solenni, come la Festa del Perdono, che ricorre ogni anno la prima domenica di maggio. La chiesa che si visita oggi è in buona parte una ricostruzione, perché la guerra l'aveva devastata. Per date e programma delle celebrazioni conviene sempre controllare i canali ufficiali della basilica o del Comune.

Ortona è il capolinea nord della Via Verde: la ciclabile parte dalla stazione. Se volete unire città e bicicletta, lasciate l'auto lì e scendete verso sud lungo il mare.

Da Fossacesia ci si arriva in poco tempo in auto, oppure pedalando lungo la Via Verde, che collega Ortona a Vasto Marina per una quarantina di chilometri quasi pianeggianti. Se avete una sola giornata e volete vedere l'insieme, vi conviene leggere la Costa dei Trabocchi in un giorno; gli altri spunti a portata di mano sono raccolti nella pagina dintorni.

Una base sulla Costa dei Trabocchi

Ortona è a circa mezz'ora d'auto. Dall'appartamento si parte la mattina e si rientra per l'aperitivo, senza cambiare alloggio.