Dalla costa la Maiella si vede quasi sempre: è quella massa chiara che chiude l'orizzonte verso ovest. Sembra lontana e non lo è. Partendo dopo colazione e rientrando per l'aperitivo si passa dal mare a millecinquecento metri di quota e si torna indietro. È quello che consigliamo di fare nelle giornate di vento o di mare mosso, quando la spiaggia rende poco.
Il parco: cos'è e perché conta
Il Parco Nazionale della Maiella è stato istituito nel 1995. Copre 74.095 ettari e comprende 39 comuni fra le province di L'Aquila, Chieti e Pescara. Dal 2021 è anche Geoparco mondiale UNESCO: il riconoscimento è arrivato per l'altissima geodiversità del massiccio, con 95 geositi censiti di cui almeno 22 di valore internazionale, ma tiene dentro anche la biodiversità, gli eremi, l'archeologia e le tradizioni locali. Non è un parco di sola roccia: è una montagna abitata da millenni.
I borghi dell'entroterra chietino
Salendo dalla piana verso la montagna si incontrano Casoli, Altino, Roccascalegna, Fara San Martino, Lama dei Peligni, Gessopalena e Montenerodomo, fino a Palena. Il castello di Roccascalegna sta su uno sperone di roccia a 455 metri ed è una delle immagini più riconoscibili d'Abruzzo, con la Maiella da una parte e la valle del Sangro dall'altra. Palena, entrata nel 2024 fra i Borghi più belli d'Italia, è il secondo comune della provincia di Chieti per estensione, sta fra il Monte Porrara, la Maiella meridionale e i Monti Pizzi ed è attraversata dall'Aventino; nel suo territorio ricadono cinque geositi del Geoparco.
Più a nord c'è Guardiagrele, antica città d'arte fatta di vicoli stretti e botteghe artigiane, con una tradizione forte nella lavorazione del rame e del ferro battuto. A Fara San Martino, invece, parte una camminata breve e quasi pianeggiante dentro le Gole: un canyon vero, con le pareti che si stringono sopra la testa, che porta ai resti dell'abbazia di San Martino in Valle. È l'escursione giusta se avete con voi persone poco allenate o bambini che si stancano presto.
Eremi, grotte e roccia
Gli eremi celestiniani sono fra i luoghi più visitati del parco: Sant'Onofrio al Morrone, San Pietro al Morrone, Santo Spirito a Majella, San Bartolomeo di Legio, San Giovanni all'Orfento, oltre all'abbazia di San Liberatore a Maiella. Santo Spirito, nel comune di Roccamorice, sta a 1.132 metri addossato a una parete calcarea dentro una faggeta: era già abitato nel 1053 dal monaco Desiderio, futuro papa Vittore III, e fu poi risistemato da Pietro da Morrone, quello che sarebbe diventato Celestino V, con un oratorio e una piccola cella.
Sul versante orientale, nel territorio di Lama dei Peligni, si apre la Grotta del Cavallone: 1.475 metri di quota, la grotta turistica più alta d'Europa. Il nome viene dalla forma che la montagna e l'imbocco assumono guardandoli da lontano, che ricorda il muso e l'occhio di un cavallo. La sua esistenza è nota dal Seicento, ma è stata resa accessibile ai visitatori solo dall'Ottocento; D'Annunzio vi ambientò una scena de La figlia di Iorio, del 1904. Modalità e periodi di visita cambiano con la stagione e vanno verificati sui canali ufficiali prima di mettersi in macchina.
Cosa si incontra lassù
La Maiella è uno dei posti dove il camoscio appenninico è tornato a vivere stabilmente dopo essere quasi scomparso. Non è detto che lo vediate, servono fortuna e un binocolo, ma sapere che c'è cambia il modo in cui si guardano quei versanti. Per il resto sono faggete, pascoli d'alta quota, muretti a secco, capanne di pietra e, nelle giornate limpide, il mare visto dall'alto: la stessa costa dove avete lasciato l'ombrellone la mattina.
Se preferite una giornata senza tornanti, a metà strada fra la costa e la montagna c'è Lanciano, con il centro storico e la chiesa di Santa Maria Maggiore. Le altre idee a portata di auto le trovate nella pagina dintorni.
Mare la mattina, montagna il pomeriggio
Da Fossacesia la Maiella è una gita, non un trasferimento. L'appartamento resta la base: si parte, si sale e si torna a dormire davanti al mare.